Tocco questa città
mi vesto
di forme libere
e attriti malsani
avanzo in una marcia
di gesti affini e poco liberatori
cogliendo questa libertà
come principio misero e concordato
lascio che il tempo vibri
di un suono cupo e macchiato.
concludo le giornate
sulle strade sconnesse
e sulla breccia delineo il frusciare del sonno che ondeggia
mi confondo in questo pasto
come labbra allo scoperto
e senza toccare
lancio uno sguardo denso e affinato
affinché si possa dire che non sempre
un uomo sa come apparire.
Tocco questa città
in senso contrario
ugualmente opposto
e definisco satura
la costante volontà di doversi adattare.
Oggi l'aria è croccante ed il cielo terso. Se non fosse Agosto, si starebbe benissimo.
Qui al lavoro non c'è molta gente e quella che c'è si lamenta per il fatto di esserci e quella che non c'è presto tornerà per lamentarsi di esser tornati.
C'è sempre qualcosa di cui lamentarsi. Dovremmo smetterla.
Tra qualche ora andrò a pranzare:mangerò la solita insalata e delle frutta fresca, una spremuta ed un caffè.
L'aria è croccante, il cielo terso e se non fosse Agosto, si starebbe davvero bene.
Ho appena cenato e questa volta mi sono viziato. Questa volta.....si.
Stamattina ho un gran mal di testa e fuori l'aria continua ad essere croccante e , a dire il vero, fa proprio fresco.
Venendo al lavoro pensavo che in fondo tutto torna, che fondamentalmente viviamo in un ciclo di eventi dove a cambiare sono solo i dettagli. Ma sono proprio i dettagli a dare un senso alla vita del singolo. Ma..fino a che punto siamo padroni dei nostri dettagli?
E per un dettaglio perso, cosa posso fare se a volerlo indietro sono solo io?
Fuori
l'aria
resta croccante.
Ho finito di mangiare. Al bar eravamo una decina.
Gli stessi volti, lo stesso cibo.
Ho provato a chiamare Stefania,ma credo che dormisse perchè ha messo giù.
Ho provato a chiamare Claudio,ma non ha risposto. Probabilmente è in acqua.
Tenterò di chiamare in serata...forse.
Nel comporre i numeri di telefono è incredibile come la mente possa costruirsi un'immagine.
Ho visto Claudio in camping, in posti dove sono stato io, il profumo dei pini , il fruscio delle tende e il bisbiglio notturno degli ultimi fraseggi.
Sono riuscito persino a sentire il suono dell'acqua.
In fondo l'immaginazione è un potere universale : è facile prendersi in giro. Davvero facile.
Ho messo giù il telefono.
Ho distolto il pensiero e in un attimo
gli ho dato lettura.
A quest'ora c'è una strana luce in camera. Ogni cosa, ogni oggetto ha un'ombra ben disegnata, distinta nel suo profilo, netta nel modo di porsi.
Ombre sul pavimento, sul soffitto ,sul dipinto di lei. Ombre.
C'è quella tipica luce arancione di fine giornata, un riassunto, un punto che va a morire per un nuovo giorno.
Curioso osservare come il suono delle cose sia muto a tal punto da darmi fastidio.
Poco fa ero nel parcheggio per fumarmi una dannatissima sigaretta.
Ho cominciato a fumare...che schifo
Ero seduto lungo il bordo di un'aiuola..secca....vuota. La sigaretta ha continuato imperterrita a bruciare e quasi sentivo il crepitio della carta. Il fumo disegnava strane capriole ed il movimento lento dei gomitoli lasciava uno strano colore in contrasto con la parete dell'intero edificio.
Notavo anche che le mie mani stanno invecchiando : porto le stesse rughe che aveva mio padre quando mi prendeva per mano. Era enorme quella mano.
Davvero enorme.
Tutto procede nella normalità. Avete mai pensato cosa sia realmente la normalità? Avete mai fissato nell'intimo il concetto di normalità? Se esser normali significa uniformarsi o accorgersi di non essere uniformato.
Bhè, comunque noi tutti abbiamo una normale concezione delle cose, viviamo una normale vita e dei normalissimi eventi.
Sapete, secondo me, dov'è il segreto?
Il segreto è nel saper cogliere la fragilità che risiede in ogni normale vissuto.
Ogni singola persona dovrebbe imparare a star sola. A darsi ascolto, a mettersi in gioco, a criticarsi nei più razionali dei modi.
Dovremmo un po tutti sentire sulla pelle quel leggerissimo peso d'assenza, quel riverbero sulle labbra.
Credo che sia necessario per una sorta di crescita emotiva che nasce dalla necessità di accettarsi e muore per non far del male a nessuno.
Si,dovremmo tutti.
Vorrei poter toccare cose che da me distano e lì, piegarle per un immagine da conservare.
Ieri ho scaricato un programma "google earth". Spaventoso.
Hai la mappa di tutta la terra e si può zoommare sino a vedere il singolo edificio. Sono andato in Brasile, in puglia, a Pescara, dai miei a Roma e da mia sorella in spagna...e in toscana.
In puglia ho avvertito un bruciore nel petto...
Il programma è stato chiuso...un pò mi spaventa
Il tempo è grigio. Piove.
I corpi non hanno ombra ed il cielo è bianco.
Sembrerebbe un tipica giornata di metà Settembre, quando si apre l'armadio per i vestiti pesanti.
Ma è Agosto. E' estate e solo in apparenza questa giornata è grigia.
Sulla scrivania c'è uno starno effetto di luce ovattata. Anche le voci lo sono.
E' strano pensare nel singolo attimo.
Immaginare che in questo istante, preciso, perfetto, a qualche chilometro da qui, ci sono situazioni opposte, luci diverse, umori lontanissimi da questo bianco totale che si posa su questa città.
Voglio partire e non aver mete.
Il ritorno...poi si vedrà.
Sono teso, sono 6 mesi che sono teso. Sei dannatissimi mesi di tensione.
Oggi non ho molto da dire, ho i pensieri in affanno e fuori il sole inizia a spuntare, pronto a scaldare la città.
Se fossi nei panni del sole, non perderei troppo tempo a scaldare una città vuota.
Strano.
il vuoto della città quasi mi rassicura.
E' notte fonda, fuori la pioggia persiste.
pochi passaggi sull'asfalto.
ho il suono muto delle orecchie e nella dita poche goccie da versare.
Le pareti tremano nel loro stesso mormorio.
Le ascolto per saziare il mio sonno.
E' da ieri sera che piove.
La temperatura si è abbassata e stamattina, oltre all'acqua, ho dovuto prendere la felpa.....e lo chiamano Agosto.
Ho delle fitte nello stomaco, un bruciore continuo. Gastrite.
Sono stufo di avere la gastrite.
E' stupido avere la gastrite.
Ma come posso fare?
La gente mi suggerisce di rilassarmi, di non pensarci,di non dare ascolto a determinati pensieri. Ma vi sembra facile?
"Non pensarci"...facile a dirlo, comodo e scontato. Ma pensate che sia come un interruttore della luce? come se a decidere fosse sufficiente un semplice atto razionale, finto nel suo esistere?
Perdonatemi ,ma non credo in questo. Non credo nemmeno che sia possibile farlo e se qualcuno ne è capace, penso solo che sia un modo di mentirsi.
Io non riesco a mentirmi.
Non riesco a mentire.
Dovrei forse dannarmi per questo?
Dovrei forse dar sfogo alla mia razionalità o dovrei continuare a sentire l'anima delle cose?
Sapete che vi dico? Io , i miei dolori, me li curo e guai a chi me li tocca.
I miei dolori sono l'anima del mio sguardo.
Stasera parto.
vado due-tre giorni in Toscana.
Non credo di voler sentire nessuno e non sono nemmeno convinto di andarci,ma ci andrò.
Potrebbe farmi bene.
ore 15.28
Vorrei un silenzio condiviso, anche solo un'ora d'intesa e complicità
Mi ha sempre affascinato la stazione.
C'è sempre gente nelle stazioni.
C'è sempre qualcuno che sa dove andare ed altri semplicemente ci vivono.
Loro non sanno dove andare.
Sono li ed osservano l'inosservabile.
Io li osservo. Mi è sempre piaciuto osservare i lineamenti del viso, scrutarne le rughe e le perplessità, le pieghe che il tempo ha lasciato.
In stazione c'è sempre qualcuno, ci sono tantissime realtà.
Questa casa ha un fascino particolare.
Il paese vive un'aria serena ed incredibilmente ospitale.
Qui...c'è qualcosa di intoccato.
Le finestre sono aperte
Ascolto il vociare dei pochi passi
Qui le mura portan rispetto.
Dovremmo imparare ad accontentarci di poco, saremmo tutti più sinceri con noi stessi e negli occhi ,forse ,avremmo un coloro in più.
Avete mai fatto caso a come è bello il suono della voce?
Questo paese è quel che vorrei essere: quiete.
vi è mai capitato di non poter manifestare un'emozione?
Di vestirla ogni dannato giorno senza poterne dare sfogo?
La pelle si indurisce
I denti...si scheggiano.
Qui ci sono bambini che corrono
In città se i bambini corrono ,vengono rimproverati.
A me fa riflettere.
Ho lo stomaco piccolo ed i pensieri saturi.
La giornata brilla. Il contrasto con il mio attuale umore è agghiacciante.
Diatribe.
Ovunque.
Sono alla ricerca di una crepa, di un leggerissimo filtro, di una fenditura sottile. Soffoco nella mia testa ,nei miei pensieri masticati e mai digeriti.
Ho caldo ed ho e se allungo le mani, non ci sono pareti. Solo trappole.
C'è qualcosa di dannatamente sottile,di irreversibile che coagula spasmi emotivi, impulsi immaturi dettati da un'indole labile.
Il mio limite nasce qui e non lo accetto.
La mia ossessione è il risvolto più offensivo alla mia intelligenza.
La mia immagine potrebbe sbiadirsi.
Le mie parole...sterili
ore 16.06
Stamattina mi chiedevo il motivo per cui sto scrivendo questo diario e soprattutto perchè lo stia rendendo pubblico.
Ho pensato che in fondo il pubblico siete voi , il mio pubblico, quello del microsistema dagli equilibri precari e che siete liberi di non leggero, di riderci su, di criticare o apprezzare.
E poi, perchè chiedersi il perchè?
Ci facciamo sempre troppe domande.
Se ci chiedessimo perchè NON fare determinate cose, saremmo molto più attivi.
Sono andato a sedermi vicino la solita aiuola quando sono in pausa e notavo che non c'erano le due cimici che ritrovo quasi ogni giorno.
Forse la mattina dormono...o dormo io e non le vedo.
Chissà che pensano le cimici, non sanno nemmeno dove si trovano, in che stagione siamo, non si fanno problemi. Loro sanno solo puzzare per difendersi.
Tutti gli animali hanno un tipo di difesa. Tutti tranne l'uomo.
La difesa dell'uomo dovrebbe essere l'intelligenza.
Curioso no?
Ieri ho avuto una caduta di stile. Non mi sono piaciuto e non ho saputo frenarmi. Non sopporto quando i miei impulsi calpestano la ragione.
E' un simbolo di debolezza troppo lampante, un sottile egoismo di cui voglio liberarmi. Mi offende questo atteggiamento.
A me non serve offendermi.
Anche oggi, come ieri, l'aria è croccante ed il cielo terso, i colori brillano e le nuvole in ferie.
Non deve esser male esser nuvola.
Ieri mi sono tagliato i capelli, il mio barbiere di fiducia era in ferie (PINO) e così sono andato al primo trovato aperto e gli ho detto "Li voglio come me li fa Pino".
Lui mi ha guardato come per dire " E chi cazzo è Pino?!?" ,ma l'ho anticipato dicendogli " ..tu mi dirai "chi cavolo è Pino?"" e lui "..posso immaginare che sia il barbiere di fiducia."
E li, ho mentito e mi sono inventato una storia " invece no" - gli ho detto - " è un mio amico con un taglio assurdo che non sto qui a descrivertelo".
Forse ho mentito per non dirgli che non sarei mai più tornato, magari mi avrebbe sbagliato taglio.
Bhè cmq alla fine abbiam riso su e lui, il taglio lo ha azzeccato...anche se mentre tagliava aveva la tipica faccia di chi si chiede " ma che cazzo di capelli ha questo!"
La sera mia sorella appena mi ha visto mi ha detto "bel taglio! Sempre Pino?"
" No, era in ferie, sono andato da uno con qualsiasi e gli ho detto di farmeli come Pino"
E mia sorella "Ma perchè conosceva PINO?"
" No,ma gli ho detto così""
"E lui cosa ha detto?"
Ed io "nulla ,mi sono inventato che Pino è un mio amico con un taglio assurdo"
E mia sorella in quel momento mi ha guardato come per dirmi " ma che ti frulla in testa?", ma io l'ho anticipata :" Così, l'ho detto così tanto per dire...è come parlare del tempo, forse meglio. E poi la cosa buffa è pensare che adesso quello si chiederà sino a sera che diavolo di taglio ha questo Pino...a me diverte. A ferragosto a Bologna se non ti diverti così che fai?
" si, vabbè..tutto bene?"
..chissà che voleva dire con quel "tutto bene".
Sono appena le quattro.
Oggi il tempo è statico. Fermo. Noioso.
Probabilmente lo saranno anche le mie parole.
Qui al lavoro ognuno di noi non sa cosa fare e ci si chiede perchè si debba star qui.
Non hanno tutti i torti.
Ho comunque sempre qualcosa da fare..almeno io.
Ho acquistato il biglietto per Bari e mi verrà a prendere un mio caro amico che non sento da anni. Son felice di rivederlo.
Voglio davvero rilassarmi ,non voglio avere pensieri e liberarmi da un po di stati d'animo troppo stagnanti.
..almeno ci provo, o no?
Si dice che sia importante provarci...per togliersi i dubbi...i dubbi hanno la capacità di riprodursi peggio dei conigli. Non smettono di figliare mai...secondo me ci sono anche degli incesti fra i dubbi. Loro si moltiplicano e basta e mica stanno li a rifletterci troppo!
Che bastardi..quei dubbi.
Ero in bagno..allo specchio.
Lo fissavo...: non sei attendibile. Sei pur sempre il riflesso di un'immagine.
Si dice che le persone dotate di una certa sensibilità, siano le anche leggermente più fragili delle altre.
Balle.
Oggi ho di nuovo la gastrite.
Tra stasera e domani mattina questo "Diario" giungerà al termine.
Ho iniziato a scrivere di impulso, senza pensarci troppo e chiedermi se fosse una cosa giusto o meno.
Non c'è nulla di giusto o di sbagliato, credo, nello scrivere pensieri e renderli "pubblici".
So di essermi esposto e di aver dato di me forse un'immagine nascosta, una punta di un iceberg ben più grande, ma al momento , non ritengo possa essere un problema. Siete voi a leggerlo e questo non mi spaventa.
Scriverò ancora due o tre righe in questi giorni, prima della partenza e lascerò queste parole sul web sino al mio rientro dopo il quale le porterò via per sempre.
Può essere anche solo una scheggia del mio sguardo, del mio modo di vedere, vivere e assimilare la relatà che mi circonda,ma credetemi, è solo una minima parte di un mondo che per me è in continua scoperta ed "evoluzione".
Probabilmente le mie parole sono pesanti "afose", ma son quel che avverto in questi giorni e se apprezzate la sincerità ... forse un sorriso, me lo fate anche.
Ho un presentimento.
Qui oggi si muore di caldo e nel Sud piove.
Ho preso acqua a Bologna, ho preso acqua in toscana e in Umbria.
Scommetto che da domani qui arriva l'estate è giù inizierà a piovere.
..se torno bianco... sapete il perchè.
Si dice che sia normale star così.
Cosa è normale per te che non lo sia per me?
Cosa?
...
ma il trucco
il trucco dov’è?
e’ nel parlare
o nell’errore di chi ascolta?
nel non vedere
o nel pretendere di aver visto?
dov’è il trucco?
E' forse arrivato il momento di chiudere questa finestra.
Una finestra che pensavo prendesse forme più ridotte ,ma che in realtà si è mostrata sin troppo grande.
Troppa aria passa da questa finestra.
Presto la chiuderò come tutte le finestre che mostrano un panorama ogni giorno uguale eppur diverso e come ogni finestra va chiusa per esser sicuri di restar caldi senza che il vento sposti troppe cose.
Per adesso la lascio accostata,ma al mio ritorno la chiuderò definitivamente.
Tanto, l'aria ,l'avete respirata.