La terza raccolta altro non è che l'evoluzione de "La Conchiglia del Drago" ,ma a differenza di quest'ultima "L' Arcana Tentazione" ha per me un valore più profondo: consacra la coscienza di sentire la poesia come unica , reale ed eterna concubina. Da qui la scelta del Blu e della ingenua copertina che vede nel lupo il mio continuo sfogo capito solo da colui capace di "ascoltare la tortura d'ogni singola parola" e quindi "cogliere un soffio della mia vita". Ma chi può farlo se non noi stessi? Da qui, l'ascolto del proprio essere come alternativa alla rabbia.
La poesia "Linea Estrema" concentra alla perfezione il mio concetto di limite ( forse anche di tecnica ) nel non saper esprimere il mio reale stato emotivo.
Quante maschere
ancora
devo strappare
Quante ali
spezzare
e quanti deserti
di ghiaia
devo cavalcare
Non parlare
Non palare adesso
Non parlare più
Le tue parole
sono dardi
di coccio
Vezzo di perle dormienti
giacciono
nella delizia
del silenzio che fu
Puntello di malia
per spiare
stanotte
il mio ardore
Come un ciglio di pelle
sussurra
il suo flebile
garbo
Cosciente collasso
Pastosi cenni
accostati per mano
Qualche afoso sintomo
allacciato al giorno
Pochi affanni
assecondano le sue ragioni
Nient'altro