"La conchiglia del Drago" è la seconda raccolta di poesie scritte nel momento in cui dovetti seguire la famiglia da Pescara a Roma, scelta che non accettai nel senso più assoluto.
Queste poesie rappresentano il periodo più ermetico e impulsivo della mia produzione dove nelle poesie ero alla ricerca di un qualcosa che potesse dare risposte al mio stato d'animo.
La scelta del Rosso e l'immagine del Drago rappresentavano il fuoco e la rabbia, la conchiglia , un rifugio pur sempre in balia del mare.
Non toccarmi
con le stesse maledette
parole
Non tacere
senza prima tradirmi
Guardati alle spalle
hai perso qualcosa
Qualcosa di molto soffice
Gioisci per così poco
Non sei poi cos' cresciuta
Non toccarmi
E' ingiusto
Nebulosa soffocante
di un incubo incolore
Una acido retrogusto
tra uno stormo di virtù
Combinazione arcigna
di un vaso intrigante
Dubbio sapore
tra ghiacci lancinanti
Mosse defunte
Poltiglia di cuori
(La luce pacata rimbalzò distrattamente)
Il ventre di quel sogno
oggi più tumefatto
ammuffiva lentamente
La spina
gelosa e introvabile
guariva il suo
tepore