Intrattenimenti Poetici
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- Scritto da Francesco Trulli
- Categoria: Ghirigori

L'UOMO DECAPITATO DAL TEMPO
25 Maggio 1998
Parlerà, un giorno, forse anche domani. Privo di imbarazzi e scelte troppo complesse
Potrà essere libero
Svelerà nuove lune e nessuno sarà li ad ascoltarlo
Spierà i vostri volti con la furia di un vulcano, saprà ascoltare le sevizie di Venere e potrà
volare , librarsi tra i sudori del mondo
Ma prima verrà rapito
offeso
e umiliato da angeli senza ali poi esiliato e dimenticato
Un giorno diverso da questo
quell'uomo gioirà nel silenzio
e assisteremo colpevoli al suo suicidio , alla sua rinuncia
legato tra i dolori del mondo
coperto dalle nostre infamie
GLASSA
18 Maggio 1998
C'è un uomo
Il suo volto è teso
scrutabile
Sul labbro del muretto, una foto....sapeva riconoscerla ancor prima di osservarla
E' seduto Rilassato
Il suo enigma è un volto, ma la chiave è tra le sue dita
E' tornato indietro tra i suoi rifugi
Un albero lo copre
non ha foglie
e forse
non è nemmeno un albero
Quante foto
Si volta
E' saltato
Non c'è
si copre
Fugge
E' nella cripta più calda, ma non ci crede
C'è un uomo...il suo volto è teso
Sul labbro del muretto
un sasso
Lo evita
Sorride.
PERGAMENA
15 Giugno 1998
Arrivò con poche parole e un fascio di luce tra le dita
Il mondo restò a guardare, confuso, quell'immagine liquida
Pianse e qualcuno derise il furto, ma commentò la sua comparsa
Le stelle caddero in un solo sguardo
Lei arrivò
ma non era pronta e non lo fu per molto tempo
Il mondo si nascose tra le sue rughe
l'infanzia del sui tracollo
fingeva una ripresa
perlomeno confortante
Ora singhiozza
calpestata dalle ombra più indegne sul divano più polveroso
Lui si nasconde nella sua pergamena e sono in pochi a ricordarsi ancora di loro
In pochi davvero.
LA FERITA DEL CONDANNATO CHE NON SEPPE CONSIDERARSI MA RIUSCI' A OLTREPASSARE IL CONFINE DEL SUO CORPO IN UN INDECIFRABILE ETERNO
Giaceva nei sospetti del corpo, tra i tagli del passato e si copriva con gli inganni del volto ascoltando o ghigni dei perdenti
Con le unghia spaccate e le orecchie impietrite si elogiava per quel non era
Complottava nuovi fallimenti ridendo del suo pianto, tremando , carnefice dei suoi tumori
Incarognito mormorava sotto le coperte di sua madre, figlia di una donna distratta e di un padre signore
con la ferita che ancora urla, crolla ora nei silenzi più umidi e tace di se col muso di un condannato e lo sguardo di un pentito